Esordio piccante per l’Italia: a cena c’è il Messico

by · June 16, 2013

 

Dopo il battesimo firmato Brasile-Giappone, l’avventura della Confederations Cup 2013 chiama all’esordio la nostra Italia, reduce sia dal pareggio scialbo in amichevole contro Haiti, sia da quello sofferto qualche giorno prima contro la Repubblica Ceca, valido la qualificazione ai prossimi mondiali 2014. A fare da cornice uno stadio dall’antico nome leggendario, il Maracanà, ancora cantiere a cielo aperto tra operai, forze dell’ordine, volontari, cavi e materiali da costruzione. In procinto di un debutto in salsa piccante contro la compagine messicana, Mister Prandelli appare intenzionato a schierare i suoi azzurri secondo qualche lieve variazione rispetto al copione tattico prefigurato secondo le aspettative. Il tecnico sembra intenzionato a

infoltire il centrocampo dietro l’unica punta Balotelli, peraltro infastidito Venerdì da una lieve contrattura e tutt’ora in dubbio, chiedendo appoggio in chiave offensiva soprattutto a Marchisio e Giaccherini (nella foto sotto), le cui quotazioni sono state rilanciate con forza in virtù delle ultime prove in allenamento. “Il Maracanà (stadio del match, ndr) sin da bambino ha rappresentato per me il simbolo del calcio brasiliano: poterci giocare da titolare è il massimo” – ha dichiarato l’esterno, cui El Shaarawy lascerà dunque la maglia da titolare. Il restante quadro tattico azzurro sarà completato secondo l’assetto prospettato alla vigilia, alle dipendenze del maestro Andrea Pirlo, atteso alla sua centesima prova in maglia azzurra.

Giaccherini

Ma che sembianze avranno i nostri avversari messicani, alla loro sesta partecipazione alla Confederations Cup? Già vincitore della rassegna nel ‘99, quando s’impose per 4-3 nella finale allo stadio Atzeca contro il Brasile di Ronaldinho, il Messico sciorina le medaglie di campione della Concacaf Cup americana del 2011 (4-2 agli Usa) e soprattutto di primatista alle Olimpiadi di Londra, strappate al Brasile (2-1), in occasione delle quali il tecnico José Manuel De La Torre, detto “El Chepo”, ebbe ad affermare: “La mia squadra è abbastanza forte da poter battere chiunque in qualsiasi occasione e a Londra ne abbiamo avuto la conferma”. Scorrendo i convocati, notiamo come di quella compagine gloriosa mancherà all’appello Oribe Peralta, rimasto a casa per noie muscolari, così come non comparirà Carlos Vela, grande protagonista della conquista di un posto in Champions League con la Real Sociedad ma ritenuto dal tecnico della sua nazionale “non totalmente dedicato al Messico”:

Portieri: 1 Guillermo Ochoa (Ajaccio/Fra), 12 Josè Corona (Cruz Azul), 23 Alfredo Talavera (Toluca);

Difensori: 2 Francisco Rodriguez (Club America), 3 Carlos Salcido (Tigres), 4 Diego Reyes (Club America), 5 Jesus Molina (Club America), 13 Severo Meza (Monterrey), 15 Hector Moreno (Espanyol/Spa), 20 Jorge Torres (Tigres), 21 Hiram Mier (Monterrey), 22 Gerardo Flores (Cruz Azul);

Centrocampisti: 6 Gerardo Torrado (Cruz Azul), 7 Pablo Barrera (Cruz Azul), 10 Giovani Dos Santos (Maiorca/Spa), 11 Javier Aquino (Villarreal/Spa), 16 Hector Herrera (Pachuca), 17 Jesus Zavala (Monterrey), 18 Andres Guardado (Valencia/Spa);

Attaccanti: 8 Angel Reyna (Pachuca), 9 Aldo De Nigris (Monterrey), 14 Javier Hernandez (Manchester United/Ing), 19 Raul Jimenez (Club America).

Tra i convocati dell’ex allenatore del Chivas, meritano menzione i sei i calciatori che giocano in Europa, su cui offriamo qualche spunto d’utilità: oltre ad Hector Moreno dell’Espanyol e Javier Aquino del Villareal, meritano interesse il portiere titolare Ochoa, in forza all’Ajaccio, Andrès Guardado, metronomo preciso e versatile del Valencia, il trequartista Giovani Dos Santos, promessa maturata nella leggendaria “cantera” del Barcellona, ora in forza al Maiorca, e soprattutto il talento venticinquenne “Chicharito” Hernandez, bomer di scorta del Manchester United (18 reti quest’anno) e già autore di ben 32 gol su 47 presenze con la maglia del “Tricolor” messicano. La squadra non concede di fatto mai varianti sostanziali rispetto al suo assodato 4-2-3-1 votato all’attacco: in fase offensiva, a sostenere l’unica punta Hernandez, oltre al trequartista Dos Santos, concorreranno sugli esterni il suddetto Guardado, a sinistra, e Salcido, instancabile esterno destro già seguito da diversi club europei. Da valutare le tenuta dei centroamericani in fase di contenimento dove, al di là del già citato Moreno, non scorgiamo ancora nomi di rilievo: a protezione della certezza Ochoa tra i pali, completeranno lo scacchiere due mediani a protezione della difesa a quattro. La cena d’esordio sarà dunque servita in salsa messicana: è tempo di capire quanto gli azzurri saranno in grado di digerirla.

Mario Agostino

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