Brasile e Giappone, ecco a voi gli attori della “prima”

by · June 13, 2013

 

Tempo di uscire dal tunnel e dare il calcio d’inizio: a battezzare la Confederations Cup 2013 saranno il Brasile, paese ospitante dei prossimi Mondiali 2014 e conseguentemente di questa rassegna intercontinentale, ed il Giappone in quanto ultimo vincitore della Asian Football Federation Cup (AFC). Due formazioni dalla storia calcistica opposta almeno quanto la distanza geografica, che andiamo a scoprire in dettaglio in termini di nomi e moduli per presentare la partita di battesimo del torneo cui daranno vita Sabato 15 Giugno alle ore 16 brasiliane (le 21 in Italia). Come d’obbligo per blasone e interesse, rivolgiamo prima di tutto il nostro sguardo sugli attesi padroni di casa brasiliani, scorrendone nomi e squadre di provenienza nella lista dei 23 convocati di Felipe Scolari, che già in panchina nel 2002 regalò al suo paese la quinta stella di campione mondiale. Come noterete, non si tratta della canonica formazione imbottita di giocatori stellari, cui le “seleçao verdeoro” ci avevano abituato con particolare ricorrenza soprattutto nell’ultimo ventennio, ma non mancano campioni, esperienza, né giovani già di caratura mondiale. Ad una prima lettura, assordano certamente più le assenze che le presenze, ma l‘evidenza di molteplici grandi esclusi induce curiosità ed interesse attorno ad una selezione chiamata a soddisfare le gigantesche aspettative di un popolo che ha sempre visto nel calcio un emblematico specchio della propria scanzonata quotidianità:

Portieri: Julio Cesar (QPR), Diego Cavalieri (Fluminense), Jefferson (Botafogo);

Difensori: Dani Alves (Barcellona), Jean (Fluminense), Marcelo (Real Madrid), Filipe Luis (Atletico Madrid), Thiago Silva (Psg), Dante (Bayern Monaco), David Luiz (Chelsea), Rever (Atletico Mineiro);

Centrocampisti: Luiz Gustavo (Bayern Monaco), Paulinho (Corinthians), Fernando (Gremio), Hernanes (Lazio), Jadson (San Paolo), Lucas (Psg), Oscar (Chelsea);

Attaccanti: Neymar (Santos), Fred (Fluminense), Hulk (Zenit), Bernard (Atletico Mineiro), Jo (Atletico Mineiro).

L’ex interista Julio Cesar non teme confronti tra i pali, mentre la linea difensiva a quattro vanta alcune stelle indiscusse del calcio mondiale come Dani Alves sulla destra e Thiago Silva al centro, fiancheggiato con tutta probabilità da David Luiz, anche se in panchina siede un certo Dante, campione d’Europa; a sinistra appare scontata la presenza del mancino Marcelo. In mediana comparirà un frangiflutti centrale di raccordo, che Scolari sceglierà probabilmente optando tra un altro campione d’Europa con il Bayern, Luis Gustavo, e Fernando, seguito da molteplici grandi club europei. “Molti non hanno giocato competizioni ufficiali con la Seleção: è il momento per osservarli e abbiamo bisogno di gioventù. Ciò non vuol dire che tutti quelli che ci sono adesso ci saranno al Mondiale. Nel giro di un anno possono succedere molte cose” – ha spiegato il tecnico Scolari, concedendo alla nostra analisi alcune note di colore che riguardano mezz’ali e trequartisti: presente l’unico “italiano”,  il laziale Hernanes, fuori le maestà Kakà e Ronaldinho, lasciate a casa nonostante Scolari sia intenzionato a schierare due mezzale e due attaccanti esterni in appoggio all’unica punta, probabilmente Fred, bomber di buona prestanza non certo tuttavia degno della pesantissima eredità di pari ruolo come Pelé, Romario o Ronaldo.

Neymar

Il grande ritorno di ‘Dinho’ con la maglia dell’Atlético Mineiro, migliore squadra della Coppa Libertadores, non è bastato per ottenere la convocazione, aprendo le porte a giovani di più che belle speranze come Bernard, compagno di squadra. Se interni a centrocampo ci aspettiamo così di testare i giovani talenti Paulinho ed Oscar, a ridosso dell’unica punta potremo osservare la strapotenza fisica di Hulk, un nome che è una garanzia se non altro per il suo portentoso sinistro, e soprattutto il magnifico talento Neymar Santos (nella foto sopra): 21 anni di freschezza atletica abbinata a tecnica sopraffina, nonostante una corporatura apparentemente gracile ed un senso tattico ancora da disciplinare. Dovrebbe partire dunque dalla panchina il mancino interno Lucas Moura, già vicino all’Inter prima di accasarsi alla corte di Ibrahimovic a Parigi, mentre tra gli attaccanti convocati non compaiono né Leandro Damiao, escluso a causa di un infortunio, né l’ex “bimbo prodigio” milanista Pato, attualmente solo riserva del Corinthians dopo anni milanesi che hanno visto la sua tecnica potersi definire puramente cristallina più per la fragilità dei suoi muscoli che per le giocate di classe, ammirate solo a sprazzi.

Zac Giappone

Ed il Giappone di mister Alberto Zaccheroni (nella foto sopra)? I “Samurai in blu”, primi a timbrare il pass per la fase finale del Mondiale, si sono presi la soddisfazione di battere in amichevole sia l’Argentina sia la Francia. Forse non tutti ricordano che Zaccheroni passò alle cronache italiane per avere introdotto con meritevole coraggio nel 1997, in una clamorosa partita contro la Juventus, la variante tattica del 3-4-3 a zona, che rese storica quell’Udinese il cui terminale offensivo, Oliver Bierhoff, vinse la classifica cannonieri con 27 reti. Sbarcato nel Sol Levante nel 2010, “Zac” ha registrato stabilmente una formazione nipponica che risulta per nove o dieci undicesimi la stessa che ha vinto in Qatar nel gennaio 2011 la Coppa d’Asia. Schierati con una difesa a 4 che vede nel terzino sinistro interista Nagatomo un altro scorcio d’Italia, i nipponici risultano da più di un biennio squadra compatta che non rinuncia alla vocazione offensiva del suo tecnico. Il Giappone, solitamente orientato a proporre 4 o 5 uomini a centrocampo, conta ora però in fase di rifinitura offensiva anche sul talento del Manchester United, Shinji Kagawa, costretto al forfait due anni e mezzo fa per una frattura al piede. Acquistato dal Borussia Dortmund, con cui ha vinto la Bundesliga 2012, per 500 mila euro e ceduto oltre Manica per 15 milioni, Kagawa rappresenta indubbiamente il giocatore da osservare con maggiore attenzione insieme a Keisuke Honda, trequartista in forza al Cska Mosca sulle cui tracce si sono portate Milan e Lazio. Brasile e Giappone, due paesi opposti tanto dalla storia calcistica quanto da caratteristiche geografiche e culturali, battezzeranno la Confederations Cup 2013: signore e signori, a voi la “prima”.

Mario Agostino

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