Brasile e Olanda, sfida per l’onore

by · July 12, 2014

Finalina: anche il nome, col quale comunemente si è soliti chiamare la finale “di consolazione” per il terzo e quarto posto, contiene quel misto di mestizia, rimpianti e grandi occasioni perdute che di solito accompagna gli sconfitti a un passo dalla gloria. Quello successo, stavolta, a Brasile e Olanda. Il modo in cui sono maturate le due battute d’arresto è molto differente, per carità: i verdeoro sono stati schiantati, umiliati, annientati in casa dalla corazzata tedesca, con un 7-1 che non ammette repliche né scusanti. Una grande squadra, infatti, dovrebbe essere in grado di sopperire alle assenze (pesantissime) di Neymar e Thiago Silva: i brasiliani, al contrario, si sono sciolti come neve al sole, sconfitti più dai propri limiti psicologici che da una Germania che, alla fine, non ha fatto altro che affondare la lama nel burro. Gli uomini di Van Gaal, invece, hanno sfiorato il sogno di raggiungere i tedeschi per una finale tutta europea: la dura realtà li ha fermati a 11 metri dal traguardo, quando un grande Romero si è superato sui rigori di Vlaar e Snejider, mentre gli argentini (con Messi in testa) sono stati freddissimi dal dischetto. Alla fine, però, il risultato è stato uguale per oranjes e brasiliani: eliminazione e polemiche, con Scolari e Van Gaal che difendono a spada tratta il loro operato dagli attacchi di una stampa che, a questi livelli, non perdona nulla.

I grandi sconfitti Scolari e Van Gaal

In casa brasiliana, Scolari ha cercato di rintuzzare le polemiche affermando che il folle 7-1 di mercoledì scorso avrebbe potuto tranquillamente essere un 4-5: inoltre, ha fatto pesare il fatto che dal 2002, ultimo Mondiale vinto proprio con lui in panchina, il Brasile non era più stato in grado di raggiungere le semifinali. La posizione del ct brasiliano è fortemente in bilico, ma non mancano comunque le voci che vorrebbero una sua riconferma, nonostante la catastrofe sportiva: per ultimo è stato l’asso Neymar a caldeggiare uno Scolari ancora in plancia di comando. Per nutrire qualche piccola chance di allenare ancora il Brasile, però, Felipao deve vincere stasera: è per questo che schiererà la miglior formazione possibile: un 4-2-3-1 che vedrà il rientro di Thiago Silva in difesa, l’inserimento di Ramires nella linea dei trequartisti per dare manforte ai due mediani Luiz Gustavo e Paulinho e, soprattutto, il probabile utilizzo di Hulk come punta centrale. Un azzardo, considerato che il calciatore dello Zenit, fisico imponente a parte, è principalmente un esterno d’attacco: ma, visto il rendimento di Fred e Jo, sarebbe difficile fare peggio.

Brasile a terra

L’Olanda dovrebbe rispondere con un 3-5-2, modulo già utilizzato da Van Gaal nel corso di questa manifestazione: Kuyt e Blind a fare da “pendolini” sulle fasce, il solito Robben in funzione di “apriscatole” della difesa brasiliana, Huntelaar al posto di Van Persie in avanti e Krul, eroe dei quarti di finale, in porta. A centrocampo, la classe di Snejider sarà affiancata dal fisico e dai polmoni di Clasie e Wjinaldum, mentre Martins Indi, Vlaar e DeVrji costituiranno l’ormai collaudato pacchetto arretrato.

Olanda Mondiali

Quando si parla di Brasile e Olanda, poi, non ci si può dimenticare di avere a che fare con due delle scuole calcistiche che più hanno influenzato lo sviluppo del gioco più bello del mondo. Futebol bailado contro calcio totale, estro e fantasia verde-oro contro la rivoluzionaria polivalenza con cui gli oranje si sono imposti dagli anni ’70 in poi, in una parola Pelé contro Crujiff. E’ una sfida affascinante, già giocata 11 volte, quattro di queste ai Mondiali, con tre vittorie a testa e cinque pareggi: come non ricordarsi dei quarti di finale del Mondiale 2010, quando la doppietta di Snejider ribaltò l’iniziale vantaggio di Robinho; o ancora di Francia ’98, quando in una emozionante semifinale i verde-oro ebbero la meglio sugli oranjes solo ai calci di rigore (4-2 il punteggio)? A Usa ’94 furono invece i brasiliani, futuri campioni del Mondo, a eliminare ai quarti gli olandesi dopo un pirotecnico 3-2 firmato Romario, Bebeto, Branco, Bergkamp e Winter; fino a risalire a Germania ’74, quando l’Olanda di Krol, Rep, Rensembrink e Crujiff schiantò i brasiliani con un secco 2-0 firmato dalla coppia Crujiff -Rensembrink. La speranza di tutti gli appassionati è che stasera a Brasilia, ore 22 italiane, le squadre in campo sappiano quantomeno onorare il proprio grande passato.

Probabili formazioni:

Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar; Dani Alves, David Luiz, Thiago Silva, Marcelo; Paulinho, Luiz Gustavo; Ramires, Oscar, Willian; Hulk. Allenatore: Scolari

Olanda (3-5-2): Krul; De Vrij, Vlaar, Martins Indi; Kuyt, Wijnaldum, Snejider, Clasie, Blind; Robben, Huntelaar. Allenatore: Van Gaal

Giorgio Tosto

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