Brasile-Spagna: la notte finale dei giganti

by · June 30, 2013

La cornice di uno stadio dal nome leggendario, il Nuovo Maracanà, in un Paese che racconta le gesta leggendarie di magnifici talenti del calcio mondiale, il Brasile; la squadra di casa, sospinta dalle funamboliche giocate di individualità spettacolari e da uno smisurato pubblico che vive il calcio come quotidiana ragione di interesse, contro le Furie Rosse spagnole, incontrastate dominatrici del calcio mondiale da almeno cinque anni a questa parte. Questi i fattori che faranno da proscenio a mezzanotte al titolo della Confederations Cup, per quella che a detta di molti appassionati è “la finale dei sogni”: la Seleçao, 5 Coppe del Mondo in tasca e detentrice della rassegna, e l’invincibilità della Spagna, reduce dal “Triplete” delle vittorie di due Europei e un Mondiale, imbattuta da 29 scontri ufficiali. Non scordate i 10mila poliziotti, chiamati a fronteggiare l’ondata di manifestanti che s’ingrosserà da ogni parte del Brasile: si parla di 120 mila persone intenzionate ad arrivare davanti allo stadio, in corteo, così il Consiglio dei Ministri ha delineato una zona franca davanti al Maracanà al fine di non ostacolare la partita. Un assaggio piccante di Mondiale che tra un anno chiamerà certamente il Brasile ospitante alla prova del leone: davanti ai cancelli chiusi degli stadi, abbiamo visto accalcarsi decine di migliaia di brasiliani, speranzosi anche solo di potere intravedere i beniamini di un riscatto sportivo e, forse illusoriamente, anche sociale, per lo meno per una notte. Per gli amanti delle statistiche, in 104 partite che il Brasile ha giocato nella sua storica “tana”, 74 vittorie e solo 7 sconfitte, ma veniamo ad uno sguardo tattico di presentazione delle compagini.

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La Spagna del saggio Del Bosque, provata dalle spossanti fatiche di semifinale contro l’Italia, non dovrebbe rinunciare al suo classico 4-3-3 basato sulla mobilità degli esterni alti interscambiabili con gli interni di centrocampo, per un asse che conferma il blocco tattico del Barcellona: difesa a quattro, Busquets guardaspalle dei maestri Xavi e Iniesta in mediana, Torres (nella foto sopra) riferimento avanzato, supportato da Pedro e, unica novità rispetto all’undici sceso in campo contro l’Italia, Fabregas al posto di David Silva. I padroni di casa brasiliani, avvantaggiati da un giorno di riposo in più e da una semifinale certo meno impegnativa sul piano atletico, schiereranno senza sorprese l’undici visto all’opera e presentato già alla vigilia della rassegna sulle nostre pagine come il più probabile: difesa a quattro protetta dai mediani Paulinho e Luiz Gustavo, con Oscar più spostato a sinistra, Hulk attaccante partendo da destra e l’ammirato astro nascente Neymar ad ispirare la manovra offensiva che il centravanti Fred sarà chiamato a finalizzare. Tutto pronto alla notte dei giganti dunque, ultimo atto della Confederations Cup 2013 e prove tecnica conclusiva dei Mondiali 2014… e chissà che non sia, ci auguriamo di no da italiani, proprio l’antipasto di una finalissima che tra un anno il Brasile riserverà. Ecco il tabellino atteso a mezzanotte:

Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar, Dani Alves, D. Luiz, Thiago Silva, Marcelo; Paulinho, Luiz Gustavo, Hulk, Neymar, Oscar, Fred.

Spagna (4-3-3): Casillas; Arbeloa, Ramos, Piquè, Alba; Busquets, Xavi, Iniesta; Fabregas, Torres, Pedro.

Mario Agostino

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