Città mondiali: ecco Manaus, Cuiabà e Belo Horizonte

by · April 12, 2014

 

Con l’ultimo nastro verdeoro tagliato per l’Arena da Amazônia “Vivaldo Lima”, stadio del centro amazzonico di Manaus, proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta delle città che ospiteranno gli ormai imminenti Mondiali 2014. Inaugurato lo scorso 9 marzo, con la partita di Copa Verde tra i padroni di casa del Nacional e il Remo, con tanto di anello superiore occupato dall’Orquestra Amazonas Filarmônica e numerose autorità, la struttura, che ospiterà fino a 40.000 tifosi circa, è senza dubbio una conquista architettonica per l’intera Amazzonia e il Brasile. L’Arena Amazônia ospiterà Italia-Inghilterra, Croazia-Camerun, Stati Uniti-Portogallo e Svizzera-Honduras, ma concediamoci con ordine la nostra consueta sortita nel cuore di altre tre città ospitanti: la stessa Manaus, Cuiabà a Belo Horizonte.

Manaus

Situata in posizione invidiabile, sulla confluenza dei fiumi Negro e Solimões: le acque scure del primo e fangose del secondo si estendono per oltre 18 chilometri, generando uno dei luoghi più maestosi dell’area bagnata dal Rio delle Amazzoni, di fatto cuore dinamico della mitica regione d’Amazzonia. Dalla fondazione del 1669, Manaus si è costantemente evoluta, diventando la capitale dello stato di Amazonas: dodicesima città più popolosa del Brasile con poco più di due milioni di abitanti, è diventata potenza economica nel ‘900, dopo la costruzione del polo industriale. Il clima è equatoriale, per una temperatura media annuale di 28 gradi, ed un’umidità dell’aria oltre l’80 per cento. E’ pertanto caratterizzata da due stagioni ben definite: quella delle piogge, da dicembre a maggio, e la cosiddetta secca, tra giugno e novembre, quando le precipitazioni non sono così intense e le temperature possono raggiungere anche i 40 gradi.

Manaus_EstadioVivaldoLima

La combinazione tra straordinarie bellezze naturali e tradizioni locali di una metropoli in continua crescita offre un’atmosfera unica: spiccano il Teatro Amazonas, enorme sala da concerto che ospita l’annuale Amazonas Opera Festival, e il Boi-Manaus, celebrazione che si svolge per ricorrenze della città, al ritmo tipico del “Bumba-boi”. Sede di molte squadre di calcio e, di conseguenza, di campanilismi vari, vede in particolare rivaleggiare il Nacional Futebol Clube, che detiene il record di titoli, ed il São Raimundo Esporte Clube. Altre contendenti tradizionali sono Atletico Rio Negro Clube, Nacional Fast Club e l’America Futebol Clube. Il suddetto stadio designato per la rassegna mondiale, il “Vivaldo Lima” (foto sopra), conosciuto anche come il Vivaldão, è il più importante della zona.

Cuiabà

Capitale dello stato del Mato Grosso, sorge sulle rive del fiume Rio Cuiabà, affluente del fiume Paraguay, e con la vicina Varzea Grande forma un agglomerato di circa 850.000 abitanti: esattamente nel centro geografico del Sud America, equidistante 2.000 chilometri dagli oceani Atlantico e Pacifico, fu fondata nel 1719, come dimostrano numerosi edifici storici dichiarati patrimonio nazionale nel ‘92. Per due secoli e mezzo, Cuiabá è stata una piccola città centro-occidentale del Brasile ma è cambiata rapidamente nel 20° secolo, quando il governo federale ha varato un piano di espansione verso l’interno del paese che ha portato strade di collegamento dal Mato Grosso agli stati di Goiás e San Paolo. La vasta area di 3.538 chilometri quadrati di Cuiabá ospita attualmente la casa di 544.737 persone. Sorge in una posizione privilegiata per i turisti, offrendo tre degli ecosistemi più importanti e caratteristici del Brasile: le savane del Cerrado, le zone umide del Pantanal e l’Amazzonia, che le valgono il soprannome di ‘Città verde’. Vanta inoltre uno dei paesaggi più sorprendenti del Brasile, la catena montuosa di Chapada dos Guimarães, dove si trovano siti archeologici, nonché 3.300 chilometri quadrati di Parco Nazionale, i quali attirano migliaia di visitatori. Considerata la regione più calda del Brasile, con temperatura media di 32 gradi circa, soffre un alto tasso di umidità che potrebbe mettere in difficoltà gli atleti ai Mondiali. Calcisticamente vede distinguersi le “tigri” del Mixto Esporte Clube, che costituiscono il club più importante e tifato all’interno dello stato del Mato Grosso; rivali principali della città sono Cuiabá Esporte Clube e Clube Esportivo Dom Bosco, oltre all’Operário Futebol Clube della vicina città di Várzea Grande.

Arena Pantanal

Lo stadio scelto per ospitare i Mondiali in città, l’Arena Pantanal (foto sopra), lo scorso 25 ottobre protagonista di un brutto incendio che ne aveva messo a rischio l’idoneità, ospiterà 4 match: Cile-Australia, Giappone-Colombia, Nigeria-Bosnia, Russia-Corea del Sud. Per il 26 aprile, con l’incontro di serie B tra Luverdense e Vasco da Gama, è previsto il test valido per capire se l’impianto, dotato di 42.500 posti, sarà utilizzabile: una corsa contro il tempo dato che l’illuminazione è ancora insufficiente e i sistemi di drenaggio non avevano funzionato in un primo test ai primi di Aprile, facendo registrare alcuni allagamenti all’esterno.

Belo Horizonte

Lontana dalla costa, nel Brasile sud-orientale, con una temperatura media annuale di circa 20 gradi e ultimata alla fine del 1800, la città costituisce un centro industriale commerciale e culturale di grande importanza. Conta all’incirca due milioni e mezzo d’abitanti, il 30 per cento dei quali di origine italiana, ed è proprio a un illustre figlio d’Italia, Renê Giannetti, sindaco della città negli anni ‘50, che è dedicato l’enorme Parque Municipal Américo Renê Giannetti, in grado di offrire 45 ettari per 250 specie di piante esotiche autoctone e cinquanta diverse specie di uccelli, di cui proprio Giannetti volle la decisiva ristrutturazione. In riva a un lago, all’interno della stessa città, sorge la chiesa di San Francesco d’Assisi, ideata dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, mentre il Museu de Artes e Ofícios consente di addentrarsi nella storia della città e dell’intero Brasile. Da non sottovalutare a pochi chilometri, nella città di Brumadinho, l’istituto culturale Inhotim, uno dei migliori musei di arte contemporanea del Brasile, con 350 opere di artisti di varie nazionalità, immerso in un vero e proprio giardino botanico. Sempre alle porte di Belo Horizonte, due siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: Ouro Preto, città mineraria immersa tra le montagne, protagonista della corsa dell’oro in Brasile di fine dell’Ottocento, e Congonhas do Campo, dove si trova il magnifico santuario Bom Jesus do Congonhas. Considerata la migliore città del Brasile per i bar, e non a caso data la corposa presenza italiana, Belo Horizonte è la sesta città più popolosa del Brasile, mentre la sua area metropolitana si colloca al terzo posto, alle spalle di São Paulo e Rio de Janeiro.

FBL-WC2014-BRAZIL-2014-STADIUM

La prima domanda a Belo-Horizonte è spesso la stessa: Atlético Mineiro e Cruzeiro? Calciofila al midollo, la città vive sotto un costante clima di rivalità tra due delle più forti contendenti del campionato brasiliano. Se la storia dell’Atlético Mineiro si fregia del talento di Reinaldo, Toninho Cerezo ed Eder, quella del Cruzeiro vanta nomi come Tostão e Ronaldo. Lo stadio che farà da palco scenico ai prossimi Mondiali 2014 risponde al nome di Estádio Governador Magalhães Pinto, 57.500 posti, uno dei campi più carismatici in Brasile, notoriamente conosciuto come il Mineirão (foto sopra), a sottolineare un legame con le miniere di cui è ricco il territorio attorno a Belo Horizonte. Ristrutturato nel 2012 in vista dei Mondiali 2014 con nuove strutture e sensibilità ecologica, ha visto al contempo realizzare un enorme impianto di cattura dell’acqua piovana così da consentirne il riutilizzo, mentre sulla copertura sono installati pannelli solari. Calendario alla mano, oltre a Colombia-Grecia, in programma il 14 giugno, lo stadio ospiterà Belgio-Algeria, Argentina-Iran Costa Rica-Inghilterra, una partita degli ottavi e, l’8 luglio, le semifinali.

@ Mario Agostino

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