I re abdicano, ma raramente: chi batterà questa Spagna?

by · June 2, 2014

 

Prima di giungere alla vittoria degli Europei del 2008, quando prese vita la leggenda dei nuovi inarrestabili conquistadores assetati di gloria, la storia calcistica della Spagna contava al più qualche pallida e sporadica buona apparizione, mai coronata da allori o trofei. Era l’alba di una nuova era del calcio, legata a doppio filo con il blocco galattico di un Barcellona pressoché invincibile, che avrebbe mostrato al mondo dello sport la più sontuosa espressione del celeberrimo tiki taka: erano i più esaltanti esordi di quello spossante possesso di palla caratterizzato da reiterati passaggi brevi con i quali la Spagna avrebbe irretito e annichilito tutti gli avversari senza soluzione di continuità, inanellando un leggendario “triplete” composto da due europei, nel 2008 e nel 2012, ed un Mondiale, nel 2010. Un filotto mai riuscito ad alcuna compagine che celebrammo, ai danni della nostra stessa Italia al termine della finale degli Europei 2012, tributando questo articolo ad una “Spagna regina leggendaria”. Da quell’apoteosi sono passati due anni, che hanno visto però nel mezzo una fragorosa “caduta dei giganti”: lo scorso anno, in un’indimenticabile notte al Nuovo Maracanà, un Brasile sospinto da funamboliche giocate di individualità spettacolari e da uno smisurato pubblico che vive il calcio come quotidiana ragione di interesse, si aggiudicò la decima edizione della Confederations Cup, segnando almeno temporaneamente la fine del dominio imposto da almeno cinque anni dalle Furie Rosse spagnole. Ma quella che sta per avere inizio non è la Confederations Cup. Questi sono i Mondiali di calcio 2014 e la posta in gioco è ben diversa: al cospetto del Brasile di Neymar, capace di annichilire per una notte i conquistadores spagnoli, arrivano i campioni in carica agli ordini del “saggio” Vicente Del Bosque. Prima di qualsiasi considerazione tattica, andiamo a scorrere in dettaglio i 23 convocati:

Portieri: Iker Casillas (Real Madrid), Pepe Reina (Napoli) e David De Gea (Manchester United)

Difensori: César Azpilicueta (Chelsea), Gerard Piqué, Jordi Alba (Barcellona), Sergio Ramos (Real Madrid), Javi Martínez (Bayern Monaco), Raúl Albiol (Napoli), Juanfran Torres (Atletico Madrid)

Centrocampisti: Sergio Busquets, Xavi Hernández, Andrés Iniesta, Cesc Fábregas (Barcellona), Xabi Alonso (Real Madrid), Koke Resurrección (At. Madrid), David Silva (Manchester City), Juan Mata (Manchester United), Santi Cazorla (Arsenal)

Attaccanti: Pedro Rodríguez (Barcellona), Diego Costa e David Villa (At. Madrid), Fernando Torres (Chelsea)

Nessuna sorpresa nella lista, a parte forse due nomi neanche troppo altisonanti dato l’altissimo spessore tecnico della “Roja”: fuori come annunciato lo juventino Fernando Llorente ed il giovane terzino destro in rampa di lancio del Real Madrid, Dani Carvajal. I più esperti noteranno anche l’assenza dello storico capitano Charles Puyol, già assente nel 2012 per infortunio e congedatosi recentemente dal suo Barcellona e della Nazionale. Le Furie Rosse saranno schierate dal “saggio” Vicente Del Bosque secondo consuetudine ormai amaramente nota alle avversarie: 4 difensori in linea, cinque palleggiatori sublimi a centrocampo ed una punta, o “falso nueve” qualora non si trattasse di una punta di ruolo, per una fase offensiva memore del grande calcio totale olandese.

RamosOK

I pali saranno ovviamente appannaggio dell’estremo difensore madrileno Iker Casillas, fresco campione d’Europa nonostante alcune prestazioni insolitamente negative. In difesa, al fianco del gigante Piquè, non impeccabile nell’ultima stagione, agirà con tutta probabilità il pilastro arretrato del Real, Sergio Ramos (foto sopra), in condizione smagliante: oltre ad essersi aggiudicato Coppa del re e Champions League, unico trofeo di prestigio mancante alla sua ricchissima bacheca personale, il difensore ha impreziosito il suo esaltante finale di stagione con un bottino di 6 reti in 7 partite, risultando decisivo gara dopo gara ed entrando già in lizza per la conquista del prossimo Pallone d’oro, qualora la Spagna fosse protagonista anche nell’imminente rassegna. Ad affiancare i centrali, presumibilmente il dinamismo di Azpilcueta, a destra, e Jordi Alba a sinistra. Il folto centrocampo, ormai epico cardine della “Roja” chiamato ad asfissiare le compagini avverse con la consueta magistrale proprietà di palleggio, conterà sulle doti di incontrista davanti alla difesa di Busquets, guardaspalle di Xavi, ancora una volta ammirabile metronomo dai piedi sopraffini, affiancato con tutta probabilità dall’altro regista madrileno Xabi Alonso. A giostrare il pallone tra inserimenti e cambi di ruolo, qualche metro più avanti, saranno “il cavaliere pallido” Iniesta (foto sotto), straordinaria mezzala dal piede fatato e dal dribbling secco, protagonista assoluto della vittoria del mondiale 2010, e David Silva, trequartista chiamato ad appoggiare l’unica punta di ruolo prevista dall’assetto di Del Bosque.

andres-iniesta

Presumibile un inizio dalla panchina per Fabregas, altro incursore classico che fa del palleggio e dell’inserimento in area le sue doti migliori, e Cazorla, rapidissimo trequartista dal gran controllo di palla. Tra le altre armi in forza alle riserve di lusso, il talento di Mata e il dinamismo sulla fascia destra di Navas e Pedro, tornati utili più volte alla causa nazionale in questi anni di successi. Difficile sbilanciarsi sul nome più quotato a ricoprire l’unico ruolo disponibile di centravanti: quando scatta, la sensazione è che Fernando Torres possa spazzare via ogni rimasuglio di resistenza delle retroguardie avversarie. Se poi il dirimpettaio di turno di questo magnifico attaccante fosse capace di arginarne la furia con grande scelta di tempo o impeccabile tecnica difensiva, forse colui che non a caso è stato ribattezzato “El Ninho” potrebbe essere limitato, ma difficilmente placato. Attenzione però alla verve ritrovata di David Villa, rinvigorito dai miracoli di mister Simeone all’Atletico Madrid, vicecampione d’Europa: già protagonista assoluto dei Mondiali 2010, assente per infortunio agli Europei 2012, “El Guaje” è ad oggi il più grande capocannoniere della storia di Spagna, forte di 56 reti e delle caratteristiche di una punta di movimento completa e difficilmente marcabile. Grande attesa per l’esordio in una manifestazione internazionale per l’asso conteso Diego Costa (foto sotto), terzo contendente per l’ultima maglia disponibile, che abbiamo descritto in questo articolo per le sue doti da bomber di razza.

Diego Costa

Il gruppo di Del Bosque era e resta di primaria grandezza, nonostante qualche anno in più tra i suoi eroi, contando sulle ossature di due colossi assoluti del calcio mondiale come Barcellona e Real Madrid e su alcuni puntelli di valore dell’Atletico Madrid dei miracoli, tra cui menzioniamo Juanfran e Koke. Un ostico Girone D opporrà alle Furie Rosse Olanda, Cile e Australia ma, nonostante i boomakers quotino i padroni di casa del Brasile quali favoriti assoluti per la vittoria finale, reputiamo che domare questa Spagna sarà impresa per arditi: i re abdicano, talvolta, come proprio il re spagnolo Juan Carlos ha rammentato oggi. Ma questo, signori, accade raramente: nel calcio poi, i sovrani spagnoli non lasceranno la corona senza vendere carissimo ogni centimetro quadro di campo.

@ Mario Agostino

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