Prandelli in Brasile senza Rossi: ecco che Italia sarà

by · June 1, 2014

 

Ed ora si vola in Brasile, per un tricolore sul petto da onorare, incontro all’avventura dei mondiali 2014: mister Cesare Prandelli ha deciso, anche se ancora con una riserva, Andrea Ranocchia, quali “fratelli d’Italia” vestiranno la maglia azzurra alla ricerca dell’Eldorado. Una lista che non manca di sorprese e volti noti, ove scorgiamo pochissimi fuoriclasse: depennati dall’iniziale lista dei 31 preconvocati gli attaccanti Giuseppe Rossi e Mattia Destro, il portiere Antonio Mirante (Parma), i terzini Manuel Pasqual e Christian Maggio, i centrocampisti Romulo e Montolivo.

Prima di alcune considerazioni relative a nomi e soluzioni tattiche, scorriamo l’elenco dei “23+1”:

Portieri: 1 Buffon (Juventus), 13 Perin (Genoa), 12 Sirigu (Paris St. Germain);

Difensori: 7 Abate (Milan), 15 Barzagli (Juventus), 19 Bonucci (Juventus), 3 Chiellini (Juventus), 4 Darmian (Torino), 2 De Sciglio (Milan), 20 Paletta (Parma);    – Andrea Ranocchia (RISERVA, Inter)

Centrocampisti: 14 Aquilani (Fiorentina), 6 Candreva (Lazio), 16 De Rossi (Roma), 8 Marchisio (Juventus), 5 Thiago Motta (Paris St. Germain), 18 Parolo (Parma), 21 Pirlo (Juventus), 23 Verratti (Paris St. Germain);

Attaccanti: 9 Balotelli (Milan), 10 Cassano (Parma), 11 Cerci (Torino), 17 Immobile (Torino), 22 Insigne (Napoli).

Certezza scontata tra i pali è quella del capitano Gigi Buffon, probabilmente alla sua ultima rassegna in maglia azzurra, mentre l’esperienza internazionale di Sirigu e l’esplosività di Perin completano un reparto di altissimo livello. Nessuna sorpresa particolare, in virtù del rendimento mostrato nell’arco del campionato, nel comparto difensivo, che Prandelli è parso anche ultimamente orientato a schierare secondo una linea a zona a 4, nonostante il terzetto Barzagli-Bonucci-Chiellini abbia fatto le fortune juventine secondo un pressoché ormai perfetto registro a 3. Probabilissimo l’affiancamento del giovane De Sciglio alla destra dei suddetti tre baluardi bianconeri, con Chiellini largo a sinistra, ma non è escluso che uno tra Barzagli e Bonucci possa lasciare spazio ad un terzino di fascia di ruolo, come Darmian o Abate, con conseguente spostamento di Chiellini al centro e, se occorresse, De Sciglio a sinistra. Grande balzo per il sopracitato Darmian: forza fisica e grande motivazione per un terzino destro cresciuto nelle giovanili del Milan e consacratosi su buoni livelli a Torino nel corso della stagione conclusa, come ha dimostrato anche la notevole prestazione in amichevole contro l’Irlanda.

prandelli listone

Tra intoccabili ed istituzioni del centrocampo, spicca doverosa citazione per il Renzo Piano della mediana, il maestro Andrea Pirlo, probabilmente il nostro unico fuoriclasse insieme a Buffon; altri veterani come le mezzali De Rossi e Marchisio, a differenza delle ultime rassegne, non partono certe di ottenere un maglia da titolare, date condizioni fisiche da verificare e moduli in fase di sperimentazione, cui Prandelli ci ha abituato negli ultimi mesi. Forzata la rinuncia a Montolivo, lasciato a casa per una caviglia fratturata nella partita contro l’Irlanda di Sabato sera, la novità più rilevante in mezzo al campo riguarda la convocazione di Parolo, metronomo di un sorprendente Parma in campionato. Tra le armi di Prandelli l’instancabile corsa e le incursioni di Candreva, mezzala o esterno di quantità dal fiuto del gol, come anche le geometrie di Verratti, già pronto per i più grandi palcoscenici dopo l’ottima stagione con la maglia del Paris Saint Germain di Thiago Silva e Ibrahimovic. Volti e caratteristiche di un rebus che probabilmente il nostro commissario tecnico scioglierà a seconda delle sfaccettature dei nostri avversari, ma che al contempo ribadisce la possibilità di alternare con discreta qualità uomini e schemi: possibile che Prandelli confermi un rombo a centrocampo che raccordi alla difesa a 4 due punte, o lanci un tridente che conceda spazio ad almeno un esterno a sostegno di una punta centrale e una mezza punta.

convocati-mondiali-italia-2014-in-brasile_42660

Il tecnico di Orzinuovi potrà scegliere in una batteria di convocati ove compaiono Alessio Cerci, attaccante esterno temibilissimo per qualsiasi retroguardia data la capacità di attaccare il fondo anche su 40 o 50 metri, e Lorenzo Insigne, ala napoletana reduce da un’ottima stagione, capace di vincere per la convocazione finale la concorrenza di Mattia Destro, centravanti della Roma, e soprattutto di Giuseppe Rossi (foto sotto), vero grande escluso. Infortunatosi sei mesi fa, “Pepito” aveva tentato una feroce riabilitazione ma, annotate anche le ultime valutazioni concesse dall’amichevole contro l’Irlanda, le sue condizioni fisiche non hanno convinto il nostro CT. Come già agli Europei 2012, purtroppo per il nostro apprezzatissimo mancino la nazionale resta un amaro tabù. Al suo posto confermato il redivivo Cassano: “FantAntonio” ha ritrovato a Parma buona condizione fisica e voglia di divertirsi, convincendo Prandelli a rinunciare all’attaccante italo-americano. Premiato anche il capocannoniere del campionato Ciro Immobile, centravanti che sublima una stagione indimenticabile con la maglia del Toro, sognando una maglia da titolare dietro Balotelli, probabilmente l’unico attaccante certo di partire dal primo minuto. Su “Super Mario” ci eravamo già espressi in questo articolo, alla vigilia degli europei 2012, e la nostra opinione sul suo conto, sempre sospesa tra le stelle e le stalle conseguenti i suoi gesti estemporanei, non cambia: un’altra occasione per il “cigno nero”, per fare pendere l’ago della bilancia dei giudizi tra le prime e le seconde.

Rossi

Per Prandelli, “il mago di Orz”, soprannome a mo’ di tributo al paesino natale di Orzinuovi che coniarono gli affezionati tifosi della Fiorentina, la speranza è riposta in un gruppo che, dopo aver accarezzato nel 2012 il sogno del titolo europeo, infrantosi contro il magistrale tiki taka dei leggendari “conquistadores” spagnoli di Del Bosque, sarà chiamato a mostrare i frutti del lavoro di un progetto che aveva avuto il merito di riavvicinare la nazionale agli italiani. Non partiamo favoriti, non abbiamo Baresi, Maldini, Baggio e neanche Nesta, Totti o Del Piero. Non ci nascondiamo, sappiamo che Spagna, Germania, Brasile e Argentina partono certamente meglio assortite. Ma non dimentichiamo: la storia dell’Italia narra di un Paese in grado di trionfare sempre a sorpresa, risollevandosi con orgoglio e sacrificio sempre nei momenti più bui. Partiamo sfavoriti e, onestamente, può anche andare bene così; tra poco però la parola passerà al campo, unico giudice dissolutore di ansie e speranze. Allora coraggio, azzurri: ha inizio la corsa per l’Eldorado.

@ Mario Agostino

Comments

comments