Stelle mondiali: “King Arturo” Vidal, il Messi del centrocampo

by · March 7, 2014

 

Giocare in difesa: fatto. Segnare di testa: fatto. Giocare da trequartista: fatto. Segnare su rigore: fatto. Regista di centrocampo: fatto. Mezzala destra e sinistra: fatto. Crossare dalla fascia per il gol di testa del centravanti: fatto. Segnare con l’inserimento su lancio lungo: fatto. Giocare da terzino: fatto. Segnare dopo scambio corto con l’attaccante: fatto. Conquistare palloni in tackle: fatto. Segnare con il tiro da fuori: fatto. Realizzare il passaggio filtrante per il gol del compagno: fatto. Arturo Vidal aggiorna costantemente quest’elenco, e ben presto rimarranno pochissime voci da aggiungere. Se la memoria non ci inganna, mancano un gol su punizione, un gol in rovesciata, e poco altro. Ma dobbiamo avere pazienza, prima o poi siamo sicuri che ce la farà. Arturo Erasmo Vidal Pardo, questo il nome completo, è nato a Santiago del Cile il 22 maggio 1987. Cresciuto nel Colo Colo, il titolato club della capitale cilena, sin dall’inizio Arturo è andato di corsa. «C’erano pochi soldi in famiglia, era una situazione difficile per me e i miei fratelli, e mia mamma lavorava tanto per noi. Volevo diventare subito un professionista, per aiutarli. Fin da ragazzino davo il massimo per riuscirci», ha rivelato recentemente, ormai star del pallone, alla BBC. E i risultati, in effetti, arrivano presto. A 20 anni Vidal conquista il terzo posto nel Mondiale Under 20 con la Nazionale, e si guadagna una valutazione di 8,2 milioni di euro, quelli sborsati dal Bayer Leverkusen per portarlo in Bundesliga. Vidal è apprezzato per la sua duttilità e ha il vizio del gol, ma il suo ruolo ufficiale è quello di difensore. Sono le quattro stagioni in Germania a forgiarlo, e a fargli avanzare la posizione in campo.

Juventus-Copenaghen Champions League

Finalmente Vidal

Noi italiani dobbiamo apprezzare Vidal anche perché, in anni di fuga dei talenti, ha voluto fortemente la serie A. La stagione 2010-2011 era stata quella della definitiva esplosione: 10 gol in campionato, e un contributo decisivo nel secondo posto finale del Bayer. All’inizio si parlava del suo possibile approdo all’Inter, insieme all’ex ct cileno Bielsa. Poi si è vociferato di Milan e Genoa, del Napoli, della Fiorentina. Alla fine Arturo è arrivato alla Juventus, e, oltre alla sua volontà e all’abilità del ds Marotta, ha avuto un ruolo cruciale la volontà della squadra di Leverkusen di cederlo all’estero, per evitare che potesse finire l’anno successivo a parametro zero al Bayern Monaco. Cosa che ha scatenato la furia dei Bavaresi, che considerano la Bundesliga il proprio privato territorio di caccia, e ha permesso invece ai bianconeri di ottenere un prezzo tutto sommato basso, 10,5 milioni più i soliti bonus, per un giocatore in rampa di lancio e pronto a esplodere; uno dei migliori affari del calciomercato degli ultimi anni per rapporto qualità – prezzo. Il corteggiamento del Bayern era forse il miglior biglietto da visita per Vidal nel momento dell’approdo in bianconero. Poco conosciuto in Italia, il cileno veniva presentato con caratteristiche contrastanti: un “guerriero”, come lui stesso si definiva, ma anche un regista, e un giocatore dal gol facile. Chi è questo Vidal, si chiedevano gli juventini, ancora scottati dagli equivoci legati al brasiliano Melo?

“King Arturo”, il tuttofare del centrocampo

Si sarebbe scoperto presto che Vidal è tanti giocatori in uno: l’abilità negli inserimenti dell’Hamsik dei tempi migliori, una freddezza sottoporta che tanti attaccanti gli invidiano, una grinta nel pressing degna di Gattuso, l’infallibilità dagli 11 metri di Balotelli. Ma prima di questa travolgente scoperta, Vidal ha dovuto vivere un’ultima svolta, che è stata una svolta anche nella carriera del suo allenatore, Antonio Conte. Il tecnico leccese ha messo da parte il suo credo tattico basato sul 4-2-4 per fare spazio a Vidal, e il cileno ha risposto diventando una delle mezzali migliori d’Europa. È l’inizio di un ciclo di vittorie bianconere che dura ancora. E pensare che all’inizio si dubitava che potesse giocare insieme a Pirlo! Adesso Vidal è il tuttofare bianconero, e al ricco bagaglio tecnico aggiunge uno spessore umano fatto di lealtà e disponibilità al sacrificio in tutte le zone del campo, e un’allegria calcistica tutta sudamericana che gli permette anche di apparire naturale con un look che, in altri, sembrerebbe decisamente orripilante. In apparenza, c’è un solo punto debole. Il cileno deve sempre essere al massimo della forma. Una fase difensiva ringhiosa e inesauribile e una fase offensiva guizzante e imprevedibile richiedono un vero moto perpetuo per il campo; è questo il segreto di Vidal. Quando le gambe sono molli, o la testa è rilassata, allora sono guai; invece di recuperarli, Arturo i palloni li perde, esponendo la squadra al contropiede avversario. Ma i momenti di scarsa forma sono piuttosto rari, e, comunque, sempre di breve durata. E, come è inevitabile, Vidal ha attirato l’attenzione dei maggiori club europei. Al momento, però, Arturo è concentrato sulla squadra bianconera, con la quale punta a vincere il terzo scudetto consecutivo, per poi disputare un buon Mondiale con il Cile. Il primo obiettivo è decisamente il più semplice.

Vidal rosso

 Per il Cile “il Messi dei centrocampisti”

Per quanto riguarda la competizione brasiliana, invece, Vidal e compagni non sono stati fortunati in fase di sorteggio dei gironi: il Cile dovrà vedersela nientemeno che con Spagna e Olanda, le due finaliste dell’ultimo Mondiale, nel gruppo B. E in caso di superamento del turno, ecco il probabile incrocio con il Brasile, la squadra di casa, contro cui le speranze mondiali cilene si sono sempre infrante, dal Mondiale disputato in casa nel 1962 (quando la squadra, aiutata anche da arbitraggi favorevoli, si classificò al terzo posto, miglior risultato di sempre), al 1998, quando c’erano bomber del calibro di Salas e Zamorano, fino al 2010, quando il “loco” Bielsa propose il curioso esperimento tattico del 3-3-1-3, e c’erano già i due leader del Cile attuale, Vidal e il “Niño Maravilla” Sanchez. Vidal è stato uno dei trascinatori nel corso delle qualificazioni alla competizione brasiliana, ottenuta grazie al terzo posto nel girone sudamericano, dietro Argentina e Colombia, e davanti ad Ecuador e Uruguay. La qualificazione è arrivata soprattutto grazie alle 5 vittorie ottenute nelle ultime 6 partite, con 4 gol dello juventino (che con 5 totali è stato il capocannoniere della squadra, insieme all’ex meteora napoletana Edu Vargas). Ma Vidal, in patria, ha ancora qualcosa da farsi perdonare. Nel novembre 2011, infatti, insieme a quattro compagni, si presentò in pesante ritardo a un allenamento. La grave violazione delle regole del gruppo costò ai cinque la cacciata immediata dal ritiro, e l’esclusione dalla Nazionale per 10 partite. Nell’aprile 2012, tuttavia, la Federazione cilena ha ridotto l’esclusione a 5 partite, accettando le scuse che Vidal (diversamente dai quattro compagni) aveva presentato al ct. Per cancellare definitivamente il ricordo di questa brutta storia, ed affermarsi a tutti gli effetti come “il Messi dei centrocampisti” (recente definizione dell’attuale ct Sampaoli), a Vidal serve un grande Mondiale. Visto il calendario della sua squadra, avrà da subito l’occasione di mettersi in mostra. Approdando agli ottavi, il Cile diventerebbe la grande sorpresa della competizione. E Vidal non ha paura. Quando il gioco si fa duro, ci pensa King Arturo!

Francesco Toscano

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