L’Italia alla scoperta del Girone D

by · December 7, 2013

 

La missione Mondiali 2014 prende forma, rivelando la prima mappatura di un tragitto che si apre non certo comodamente. Il sorteggio dei Gironi mondiali assegna all’Italia un gruppo di qualificazione che non farà sconti, se non altro per il grande blasone delle avversarie degli azzurri e, dato da non sottovalutare, per le condizioni climatiche che si troveranno ad affrontare. Insieme agli azzurri tre squadre tra le quali campeggerebbero (condizionale sempre d’obbligo nel calcio) una presunta cenerentola, il Costa Rica, insieme a due sorelle maggiori che vantano d’essersi fregiate del titolo mondiale nella loro storia calcistica: l’Uruguay (2 volte) e l’Inghilterra. Ma chi sono i nostri avversari? Dove e quando li affronteremo? In attesa delle definitive convocazioni primaverili, che ci consentiranno di fornirvi il consueto quadro tecnico, ci concediamo una prima breve panoramica.

Girone D

La gara d’ esordio ci chiamerà all’esame d’inglese, il 14 giugno a Manaus, in terra d’Amazzonia, alle ore 18 locali (mezzanotte in Italia): la città presenta un clima tropicale insidioso, con un tasso di umidità che rende l’aria pesante, quasi irrespirabile. Certamente un handicap, per entrambe le squadre europee, di cui tenere conto in fase di preparazione e sul campo, centellinando gli sforzi. Abbiamo incrociato l’ultima volta gli atleti di Sua Maestà britannica ai quarti di finale degli Europei 2012, quando ci imponemmo di fatto solo ai calci di rigore, sebbene dopo aver dominato gli inglesi per 120 minuti. Non siamo certo più di fronte alla corazzata di Sol Campbell, Paul Gascoigne e Alan Shearer e la sensazione è che anche la generazione firmata John Terry, Steven Gerrard e Frankie Lampard si avvii sul viale del tramonto calcistico. Le insidie per gli azzurri arrivano dalla mentalità più di stampo italo-catenacciaro che anglosassone di mister Roy Hodgson, vecchia conoscenza del calcio italiano, essendo stato allenatore dell’Inter nel biennio ’95-’97. Prevedibilmente schierata con il 4-4-2 caro all’allenatore, o tutt’al più con una sorta di 4-5-1, sotto la gestione di mister Roy gli inglesi sono stati adusi attendere nella propria metà campo. Superato sul filo di lana un girone con Ucraina, Polonia e Montenegro, dominati nelle ultime due amichevoli a Wembley da Cile e Germania, gli inglesi punteranno sulla stella Wayne Rooney (nella foto), trascinatore del Manchester United ed indiscusso fuoriclasse del calcio mondiale: al di là della potenza straripante e del carattere indomito dell’attaccante, occhio alle zampate del leggendario capitano del Liverpool, Steven Gerrard, centrocampista incursore dal fiuto del gol spesso decisivo e punto di riferimento carismatico dello spogliatoio. Lasciati fuori anche per scelta tecnica stelle attempate del calibro di Rio Ferdinand e John Terry, la difesa rigorosamente a quattro non ha impressionato, né spiccano nomi di rilievo, anche se tra i pali Hart è risultato spesso decisivo nel preservare la porta ed il terzino sinistro Baines appare tra i migliori in circolazione per capacità di spinta e cross. Da valutare le condizioni dell’altro incursore principe, Frankie Lampard, e delle mezze punte Sturridge e Welbeck, che potrebbero affiancare Rooney in avanti. Arma interessante è costituita comunque dalle ali Walcott e Parker, non costanti tuttavia nel rendimento.

Wayne Rooney-Wallpaper-6

La seconda partita ci porterà invece il 20 all’Arena Pernambuco di Recife, dove alle 13 (18 italiane) affronteremo la Costa Rica, guidata dal CT colombiano Jorge Luis Pinto: anche se giocheremo all’ora di pranzo, il clima e l’avversario appaiono decisamente più abbordabili. I nostri avversari si sono mostrati in grado di sviluppare buoni ritmi, ultimando un bel girone di qualificazione centro-nordamericano, approfittando della flessione messicana: a centrocampo si segnalano Borges, buon tessitore di gioco, Bolanos, esterno di spinta con esperienza europea, mentre in avanti segnaliamo la promessa dell’Arsenal Joel Campbell, classe 1992 in prestito all’Olympiakos Pireo. Una nota di spessore tecnico ed imprevedibilità è garantita da Ruiz, in forza al Fulham, attaccante esterno talentuoso e molto rapido, ma non scordiamo Saborio, capocannoniere nelle qualificazioni e 31 gol all’attivo in nazionale.

Infine il terzo match, che il 24 Giugno, sempre alle 18 italiane all’Estadio das Dunas di Natal, porrà sulla nostra strada l’Uruguay. Conosciamo ormai a memoria “la celeste”, sia per gli illustri “italiani” o ex tali in forza alla squadra di mister Oscar Tabarez, allenatore con trascorsi milanisti, sia per il recente confronto diretto che ci ha visto conquistare il terzo posto nell’ultima Confederations Cup dello scorso Giugno. Squadra negli ultimi anni canonicamente ‘spaccata’ a metà, che contrappone ad un enorme potenziale offensivo una difesa ed un centrocampo non altrettanto di prima fascia. Le bocche da fuoco offensive rispondono al nome di Luis Suarez, Diego Forlan e soprattutto Edison Cavani (nella foto).

Cavani

Tre punte complementari, capaci di abbinare ossessivo movimento, in particolare Suarez e Cavani, a giocate decisive, con capacità di conclusione a rete anche dai trenta metri. Temibili colpitori di testa e dotati di raro fiuto del gol, i tre tenori d’attacco sono tuttavia supportati da un centrocampo di onesti incontristi, minuti operai della mediana: emblematici in questo senso Walter Gargano e Diego Perez, costretti tanto per ragioni tattiche quanto tecniche a esprimere un gioco di copertura, con cui si dovrebbero contendere un’altra maglia da titolare Cristian Rodriguez ed Egidio Arevalo. In terza linea, a proteggere l’ex portiere della Lazio Muslera, nella migliore tradizione della Celeste compariranno quattro ruvidi difensori poco rapidi ma di affidabile esperienza: probabilmente Fucile, Godin, Lugano e Caceres, rincalzo di lusso di casa juventina. Nonostante un girone di qualificazione sudamericano deludente, riscattato per il rotto della cuffia solo grazie allo spareggio contro l’inconsistente Giordania, l’Uruguay propone una capacità di fraseggio certo di maggiore qualità rispetto agli inglesi. Poteva tutto sommato andare meglio? Forse sì, ma è senz’altro scongiurato un raggruppamento da incubo. E allora coraggio, azzurri…

Mario Agostino

 

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