Neymar incanta, il Brasile vola: Messico battuto 2-0

by · June 19, 2013

Una considerazione del mitico Jose Altafini, spalla tecnica nella diretta su Rai1, spiega Brasile-Messico meglio di qualsiasi articolo: “Neymar è l’unico in grado di accendere la luce, tutti gli altri sembrano al buio”. Analisi semplice che illustra come il neo acquisto del Barcellona sia, al momento, il fattore decisivo per la nazionale verdeoro, in un match che proietta i padroni di casa al primo posto nel girone A della Confederations Cup 2013, in attesa dell’Italia.

Felipao Scolari conferma l’undici che ha battuto il Giappone all’esordio, con David Luiz e Thiago Silva a guardia di Julio Cesar, Paulinho e Luiz Gustavo a giostrare in mezzo al campo e un trio d’attacco formato da Hulk, Oscar e Neymar a supporto della punta Fred. Il Messico di De La Torre si affida alle stelline Hernandez e Giovanni Dos Santos per sovvertire il pronostico.

Il Brasile parte forte e dopo soli nove minuti passa: Dani Alves si invola sulla destra e fa partire un traversone, Rodriguez spizza di testa e serve involontariamente un assist a Neymar che con un sinistro al volo di rara bellezza supera l’incolpevole Corona. Il vantaggio galvanizza i padroni di casa che, a cavallo del 20° minuto, vanno vicini al 2-0 con un sensazionale stop volante di Neymar che, dopo aver superato un avversario, scarica un sinistro alto di poco. I centroamericani si vedono poco, con Hernandez sempre ben controllato dai due centraloni verdeoro.

Nella ripresa la musica non cambia, con Neymar a servire su un piatto d’argento una palla che, in area di rigore, Hulk spreca inopinatamente: poco dopo, ancora l’asso brasiliano si invola sulla destra e impegna l’estremo difensore messicano. Anche il raddoppio, che arriva in pieno recupero, è opera del mattatore della serata che, entrato in area da sinistra, serve al neoentrato Jo un pallone solo da calciare in rete.

L’impressione, come già detto all’inizio, resta però quella di una squadra con grandi solisti ma anche con evidenti difficoltà di costruzione del gioco: stasera Neymar ha finalizzato e creato, ma non è stato supportato da un Oscar sotto tono e da un centrocampo privo di un regista vero e proprio. Ad oggi, e a rischio di smentite, la Spagna sembra di un altro pianeta.

 

Giorgio Tosto

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