Squadre Mondiali: Argentina, tutto gira attorno a Messi

by · June 1, 2014

Gli eterni rivali, gli ingombranti vicini di casa, due scuole di pensiero e due filosofie di calcio che si fronteggiano, orgogliose della loro diversità: questo il rapporto tra Argentina e Brasile nel calcio, che si sintetizza nel sogno albiceleste di un clamoroso sgambetto ai padroni di casa verdeoro in una ipotetica finalissima tra i due giganti del calcio sudamericano. Un Maracanazo bis insomma, dopo il 2-1 del 1950, con cui l’Uruguay gettò nello sconforto un intero Paese. Terra di grandissimi calciatori l’Argentina che, però, dopo la fine dell’epoca targata Maradona ha vinto solamente una Copa América nel 1993: poi più nulla, soltanto grandi aspettative e delusioni cocenti, come nel Mondiale in Sudafrica quando, ai quarti di finale, Messi e compagni furono travolti da una giovane e rampante Germania. Il selezionatore Sabella parte dunque per il Mondiale con addosso il peso del dovere essere l’anti Brasile per antonomasia: le scelte in fase di pre-convocazione hanno fatto discutere, soprattutto a causa dell’esclusione di un attaccante di razza come Carlos Tevez. Per domani è attesa la lista dei 23, che uscirà fuori dall’elenco dei 26 selezionati per la preparazione al torneo:

Portieri: Sergio Romero (Monaco), Mariano Andújar (Catania), Agustín Orion (Boca Juniors).

Difensori: Ezequiel Garay (Benfica), Federico Fernández (Napoli), Pablo Zabaleta (Manchester City), Marcos Rojo (Sporting Lisbona), José María Basanta (Monterrey), Hugo Campagnaro (Inter), Nicolás Otamendi (Atletico Mineiro), Martín Demichelis (Manchester City).

Centrocampisti: Fernando Gago (Boca Juniors), Lucas Biglia (Lazio), Javier Mascherano (Barcellona), Ever Banega (Valencia), Angel Di María (Real Madrid), Maximiliano Rodríguez (Newell’s Old Boys), Ricardo Alvarez (Inter), Augusto Fernández (Celta Vigo), Enzo Pérez (Sporting Lisbona), José Sosa (Atletico Madrid).

Attaccanti: Sergio Agüero (Manchester City), Lionel Messi (Barcellona), Gonzalo Higuaín (Napoli), Ezequiel Lavezzi (Paris Saint-Germain), Rodrigo Palacio (Inter).

Higuain

Secondo le indiscrezioni della vigilia, il taglio potrebbe riguardare due tra Pérez, Fernàndez e Sosa a centrocampo, mentre in difesa il ballottaggio dovrebbe essere tra l’esperto Demichelis, in forza al Manchester City, e il più giovane Otamendi. I dubbi sulla squadra, poi, sono sempre gli stessi: attacco atomico, con gente come Lavezzi e Palacio che molto spesso dovrà essere spettatrice dei numeri in campo di tre fenomeni come Aguero, Messi e Higuain; centrocampo impreziosito sulle fasce dalla verve del neo campione d’Europa Angel Di Maria e dall’esperienza del solito Maxi Rodriguez che, però, sembra un po’ carente di personalità nella zona nevralgica. Gago ha mantenuto solo in parte le promesse, Mascherano al Barcellona gioca ormai come difensore centrale, Banega ha sempre difettato in continuità, l’interista Riky Alvarez non è certo il tipo di giocatore che si carica la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà.

Di-Maria-Argentina

I problemi più grandi, però, sono in terza linea: a cominciare dai portieri, dove il ballottaggio tra Romero e Andujar, con il primo favorito, non fa dormire sonni tranquilli a Sabella. Il “monegasco” non ha infatti giocato una stagione all’altezza, venendo rimpiazzato spesso e volentieri da Subasic, Andujar è uno dei protagonisti negativi della retrocessione del Catania. In difesa, poi, manca un leader alla Zanetti: Garay è un buon difensore, Fernandez è in crescita, Zabaleta è un buon terzino destro, ma la sensazione è che il pacchetto arretrato, se comparato alla qualità albiceleste nel reparto avanzato, rischia di sfigurare.

Garay

Visti i dubbi, dunque, è chiaro a tutti che l’ago della bilancia, spesso in bilico tra fallimento e trionfo, lo farà pendere il giocatore più forte del Mondo, il fenomeno che negli ultimi anni ha riscritto tutti i record della storia del calcio: toccherà a Leo Messi prendere per mano la Selecciòn, così come fece Maradona nel 1986, trascinando alla vittoria finale in Messico una squadra che non abbondava certo di fuoriclasse. Si tratta della definitiva prova di maturità per il folletto blaugrana che, in caso di trionfo nella tana degli acerrimi rivali brasiliani, riuscirebbe forse a scalzare anche il Pibe de Oro nel cuore di tutti i tifosi argentini.

Messi Neymar

I maligni dicono che Leo abbia tirato il freno a mano lungo tutta la stagione, proprio per presentarsi tirato a lucido ai Mondiali brasiliani: non resta che attendere, ricordando che nel Girone F gli uomini di Sabella incontreranno Nigeria, Bosnia e Iran. Un paese intero attenderà col fiato sospeso il calcio d’inizio di Argentina-Bosnia, il 15 giugno: la grande sfida di Messi e compagni sta per avere inizio.

Giorgio Tosto

Comments

comments