Squadre mondiali: il Brasile a tutto sesto

by · May 29, 2014

 

Li avevamo lasciati festanti, tra i colori verdeoro e la samba, nell’indimenticabile cornice del leggendario Nuovo Maracanà, la notte del 30 Giugno dello scorso anno: il ritratto di quei giovani eroi per una notte di un Brasile sospinto dalle funamboliche giocate di individualità spettacolari e da uno smisurato pubblico che vive il calcio come quotidiana ragione di interesse. Era la notte che sulle nostre pagine ribattezzammo “la caduta dei giganti”, nella quale il Brasile si aggiudicò la decima edizione della Confederations Cup. A fare la storia, non fu tanto l’annotazione del quinto trionfo brasiliano dall’inizio della suddetta rassegna intercontinentale, quanto l’insperata interruzione del dominio imposto da almeno cinque anni dalle Furie Rosse di Spagna, battute senza patemi d’animo in una finale in cui Neymar e compagni s’imposero con un perentorio 3-0. Li ritroviamo un anno dopo, ad aprire le danze della nostra analisi delle migliori squadre partecipanti ai Mondiali: la nostra rassegna non poteva che cominciare dal Brasile, padrone di casa e favorito per la vittoria finale. Una squadra giovane ed entusiasta, sospinta dal tumultuoso vento di passione di un paese che pende da ogni singola giocata dei suoi beniamini, il quale potrebbe pagare dazio per l’enorme aspettativa di un’opinione pubblica che attende spasmodicamente da anni “l’evento nell’evento”: un mondiale di calcio nella casa dei più grandi talenti della storia di questo sport. Prima di dettagliare qualche spunto tattico, vi presentiamo dunque le loro maestranze verdeoro, a cominciare dall’elenco dei 23 depositari del sogno patriottico:

Portieri: Júlio César (Toronto Fc), Victor (Atlético Mineiro), Jefferson (Botafogo)

Difensori: Daniel Alves (Barcelona), Maicon (Roma), Thiago Silva (Paris Saint-Germain), David Luiz (Chelsea), Marcelo (Real Madrid), Dante (Bayern Munich), Maxwell (Paris Saint-Germain), Henrique (Napoli)

Centrocampisti: Ramires (Chelsea), Oscar (Chelsea), Paulinho (Tottenham Hotspur), Hernanes (Inter), Luiz Gustavo (VfL Wolfsburg), Fernandinho (Manchester City), Willian (Chelsea)

Attaccanti: Fred (Fluminense), Neymar (Barcelona), Hulk (FC Zenit), Jô (Atlético Mineiro), Bernard (Shaktar Donetsk)

L’ex interista Julio Cesar, probabilmente alla sua ultima manifestazione con la maglia verdeoro, non teme confronti tra i pali, mentre la linea difensiva a quattro vanta alcune stelle assolute del calcio mondiale: sulla destra Dani Alves, assurto agli onori della cronaca delle ultime settimane quale volto dell’antirazzismo, parte avvantaggiato per la maglia da titolare sul “tornado nero” di Roma, Maicon, mentre nel cuore della difesa giganteggerà l’ex centrale milanista Thiago Silva, fiancheggiato con tutta probabilità dall’amico di una vita, curioso incrocio della sorte (foto sotto), David Luiz, neocompagno di squadra dato l’acquisto del Paris Saint Germain per la “modica cifra” di 60 mln di euro.

Thiago Silva e David Luiz

Se Luiz non fosse avanzato a centrocampo, si accomoderebbe in panchina un certo Dante, campione d’Europa lo scorso anno con il Bayern di Monaco, mentre a sinistra il fresco campione d’Europa Marcelo appare favorito sull’ex interista Maxwell. Quella che appare senza dubbio la più forte retroguardia della storia del calcio brasiliano sarà protetta da due “frangiflutti di raccordo” in mediana, che Scolari sceglierà con tutta probabilità tra Luis Gustavo, Paulinho e Ramires, con i primi due in vantaggio stando alle indicazioni della Confederations Cup dello scorso anno. Comprensibilmente nutrita la batteria di mezzali e trequartisti, assortita in virtù di tre maglie da titolare a disposizione: se “il profeta” interista Hernanes compare tra i convocati, non hanno trovato spazio in rosa i grossi calibri Kakà, Ronaldinho e Lucas Moura. Papabile per una maglia da titolare sulla trequarti il giovane talento Oscar, ammirato anche nel corso dell’ultima Champions League, mentre appare certo il ricorso a partire dalla destra avanzata della strapotenza fisica di Hulk, un nome che è una garanzia se non altro per il suo portentoso sinistro. Stella senza rivali tra i titolari il magnifico talento Neymar Santos (abbracciato nella foto sotto): 22 anni di freschezza atletica e tecnica sopraffina che abbiamo raccontato sulle nostre pagine in questo pezzo tributato al “figlio del vento verdeoro”.

Brasile in festa

Tra le prime punte convocate, in lizza per l’ultimo posto sulla griglia di partenza, non compaiono né Leandro Damiao né l’ex “bimbo prodigio” milanista Pato, spesso solo riserva in patria dopo anni milanesi che hanno visto la sua tecnica potersi definire puramente cristallina più per la fragilità dei muscoli che per le giocate di classe, ammirate solo a sprazzi. Tutti dunque a servizio di Fred, centravanti inamovibile dell’ultima Confederations Cup: buona prestanza fisica e gran fiuto del gol, seppure non certo degno della pesantissima eredità di pari ruolo come Pelé, Romario o Ronaldo.

Un Brasile “a tutto sesto”

Agli ordini del grande saggio, Felipe Scolari, tecnico di lontane origini venete già fregiatosi della conquista della Coppa del Mondo 2002, questo Brasile a caccia del sesto titolo della sua storia calcistica risulta sulla carta la squadra da battere, se non altro per l’enorme carica di ardore giovanile, talento ed entusiasmo casalingo. Il primo appello del Girone A testerà il coraggio di Camerun, Messico e Croazia, dirimpettaia della partita inaugurale del 12 Giugno. Chi dice Brasile richiama calcio: l’Eldorado della Coppa attende solo chi non tremerà di fronte ad un fiume in piena di passione sportiva che dal Rio delle Amazzoni passa per il cuore di ogni quartiere di questo paese. Prima di tutto il Brasile: lo sappiano gli avversari, lo sappia ogni cuore sportivo pronto a seguire lo spettacolo dei Mondiali 2014.

@ Mario Agostino

Comments

comments