Stelle mondiali: “Alien” Robben, il Freccia arancio

by · March 15, 2014

 

Proseguiamo il nostro focus ai Raggi X tra le Stelle dei Mondiali 2014, andando ad imbeccare una vecchia conoscenza del calcio internazionale che tante tifoserie italiane hanno imparato a temere: il nostro sguardo si posa sul “tulipano” Arjen Robben, talento cristallino, tanto per purezza quanto per fragilità fisica, che l’Olanda presenterà alla prossima rassegna brasiliana.

Una carriera scintillante

L’invidiabile trafila tra i migliori club del mondo per Robben affonda le radici negli inizi con il club della sua città natale, il VV Bedum: qui il piccolo Arjen apprende le migliori caratteristiche della tecnica di base seguendo il Coerver Method, reso popolare dall’allenatore olandese Wiel Coerver, che lo esporta nel mondo. Acquistato dal Groningen nel 1999-2000 e aggregato alla prima squadra la stagione successiva, debutta il 3 dicembre 2000, meritando subito la nomina di “Giocatore dell’anno” del club. Acquistato nel 2002 dal PSV per 3.7 milioni di euro, nel biennio 2002-2004 disputa 56 partite mettendo a segno 17 reti e vincendo uno scudetto e una Supercoppa olandese: celebre in questo lasso non solo il premio di Miglior giovane dell’anno della Eredivisie 2002-2003, ma anche l’appellattivo di coppia battezzato dai tifosi del PSV in condominio con il compagno di attacco Mateja Kežman, che passa alla storia come “Batman e Robben”. Nel 2004 il magnate russo Roman Abramovich lo acquista per 18 milioni: Robben diventa un giocatore del Chelsea, dove resta fino al 2007 conquistando 2 scudetti, 2 Coppe di Lega e 1 Coppa d’Inghilterra, ma inanellando anche una serie di infortuni che ne mineranno tanto la serenità quanto l’integrità fisica, relegandolo spesso in tribuna. Il 22 agosto 2007 merita comunque un contratto di cinque anni con il Real Madrid, che lo acquista per 36,55 milioni di Euro: “Alien” conquista la Liga al primo anno ma deve accontentarsi del secondo posto nella stagione successiva, dietro al Barcellona stellare di Ronaldinho.

Robben

Per qualità e costanza, la consacrazione definitiva nell’Olimpo dei campioni contemporanei inizia nell’Estate 2009, quando viene ceduto al Bayern Monaco per 25 milioni. Con il club bavarese, Robben infila in bacheca 2 scudetti, 2 Coppe di Germania, 2 Supercoppe di Germania, 1 Champions League e 1 Supercoppa europea, portando il Bayern Monaco ai massimi livelli del calcio europeo e firmando persino il leggendario “triplete” nella stagione 2012-2013, nella quale ottiene anche il premio di miglior giocatore della finale di Champions, dove realizza il gol partita all’88°. Costantemente annoverato tra i più veloci giocatori al mondo secondo le annuali classifiche FIFA, ha ottenuto anche il premio come Miglior giocatore della Bundesliga nella stagione 2009-2010 ed è stato più volte inserito nella lista dei papabili alla vittoria del Pallone d’Oro, senza però mai portare a casa il premio.

Il “Freccia arancio” di Bedum: Robben dell’altro mondo

Alto 181 cm per 75 kg, Robben è uno degli ultimi sublimi interpreti del ruolo di ala d’attacco classica. Principalmente impiegato a partire da destra, dispone di un sinistro al fulmicotone potente e preciso, che abbina ad una magnifica capacità di vorace progressione palla al piede. Dotato di ottimo dribbling, principalmente impostato sulla finta di corpo, e un’altissima velocità in corsa, calcolata in quasi 33 km/h, Robben ha abituato le platee internazionali a due tipologie di propria azione “classica”: la prima, più ad uso del “Freccia Arancio” di Bedum, consiste nella rapida partenza palla al piede dalla tre quarti destra del campo, con la quale punta in dribbling i difensori per accentrarsi e liberare il letale mancino anche da fuori area; la seconda lo vede attaccare il fondo per liberare pericolosissimi assist diretti a centro area, sempre temibili per i portieri.

Robben2

Arginato in carriera più da un fisico da cristalleria museale che da un portamento di palla imperniato quasi esclusivamente sul piede sinistro, Robben debutta in Nazionale maggiore il 30 aprile 2003 in amichevole contro il Portogallo: molti infortuni, come da copione, e altrettante delusioni, ma la storia del calcio olandese ricorda comunque non tanto la sua prima competizione internazionale, l’europeo del 2004 concluso in semifinale, quanto soprattutto l’edizione dei Mondiali 2010, in occasione dei quali trascinò i compagni a suon di volate e reti fino alla finale contro la Spagna, persa per 1-0 nei tempi supplementari, nella quale tuttavia fu protagonista in negativo, sbagliando due volte a tu per tu con il portiere spagnolo Casillas.

Ai prossimi Mondiali 2014 lo vedremo impegnato nel Girone B, contro i campioni in carica della Spagna, il Cile e l’Australia: c’è da scommettere che, infortuni permettendo, per le difese avversarie il passaggio del “Freccia Arancio” di Bedum non sarà affatto indolore…

@ Mario Agostino

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