Stelle Mondiali: “El Matador” Cavani, re (scontento) di Parigi

by · March 22, 2014

Per comprendere la trasformazione di un calciatore esile e promettente in un vero e proprio campione, una delle stelle dei prossimi Mondiali in Brasile abile tanto nel segnare a ripetizione quanto nel contrastare i giocatori avversari sino alla propria trequarti, basta andare a vedere l’evoluzione dei suoi soprannomi: all’inizio, infatti, Edinson Cavani veniva soprannominato El Botija, termine usato in Uruguay per definire i bambini piuttosto esili; durante i ruggenti anni di Napoli diviene per tutti El Matador, implacabile cannoniere e formidabile uomo squadra.

Cavani Palermo

L’allora sconosciuto Cavani, appena ventenne, arrivò a Palermo nel gennaio del 2007 dal Danubio, squadra che si apprestava a vincere il titolo nazionale: una scommessa dell’allora inossidabile duo Foschi-Zamparini, che sembrò dare subito frutti incredibili. Edinson infatti, non appena messo piede in campo, segna uno strepitoso gol al volo alla Fiorentina nel marzo 2007, per poi ripetersi una settimana dopo contro la Samp. Tutti pensano a un campione assoluto, ma la maturazione di Cavani avrà tempi più lunghi, rallentata da alcuni infortuni e da una disposizione tattica che, in Sicilia, ne mortifica le sue potenzialità da bomber vero.

Cavani

E’ nell’estate del 2010 che arriva la svolta per la sua carriera: De Laurentiis lo vuole a Napoli,sacrificando Quagliarella che prende la strada di Torino (sponda bianconera). Inizia una incredibile esplosione, grazie al suo nuovo ruolo di unico riferimento offensivo, affiancato da grandi giocatori come Hamsik e Lavezzi: Cavani non si ferma più, diventa il punto di riferimento della squadra, uno dei simboli ruggenti della squadra di Mazzarri e De Laurentiis. In tre campionati mette a segno qualcosa come 78 reti in 104 partite di campionato, più altre 19 nelle coppe europee e sei in Coppa Italia.

Cavani Psg

Sotto il Vesuvio diventa il prototipo di calciatore perfetto: associa la sua agilità a una grande tecnica,che gli permette di andare in rete in tutti i modi possibili e immaginabili. Da fuori area, di testa, in acrobazia, in mischia, su punizione. Giocatore universale e amato dal pubblico grazie anche alla sua predisposizione al sacrificio: spesso, infatti, aiuta i compagni con incredibili diagonali difensive, che strappano gli applausi di un San Paolo spesso in visibilio. Questo portento non può non essere notato dalle grandi d’Europa: ad accaparrarselo, la scorsa estate, ci pensa il Paris Saint-Germain degli sceicchi, per la cifra record di 64 milioni di euro. A Parigi continua a segnare con regolarità, ma anche a mostrare i primi segni di scontentezza per un modulo che, ultimamente sempre più spesso, lo relega in panchina: i fasti di Napoli, al momento, sembrano lontani anni luce.

Cavani Uru

Chissà che, in una stagione che a livello personale si è contraddistinta tra alti e bassi, ci pensi proprio il Mondiale brasiliano alle porte a risollevare il suo morale. Cavani, assieme a Suarez del Liverpool, è la stella assoluta della sua nazionale, con 20 reti in 60 partite giocate: il sorteggio con i sudamericani non è stato benevolo, dato che nel girone D le avversarie si chiamano Italia, Inghilterra e Costa Rica. Una motivazione in più per il ragazzo che, giovanissimo, sbarcò proprio nel Bel Paese per costruire le sue fortune e tentare la scalata all’Olimpo del calcio.

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