Stelle mondiali: Wayne Rooney, Wonder Boy del calcio inglese

by · February 12, 2014

Rifarsi alle sole cifre per descrivere un giocatore, in alcuni casi, è atto di superficialità: presenze, gol e assist spesso non sono sufficienti per raccontare la generosità, l’impegno e il carisma di un atleta. Le eccezioni però esistono: una di queste porta il nome e cognome di Wayne Rooney. Ventotto anni compiuti lo scorso ottobre, 365 presenze condite da 165 gol in Premier League, 23 reti nelle coppe nazionali, 33 esultanze in Champions League, altre 38 con la maglia della nazionale inglese: anche grazie a questi numeri, il suo palmares ci racconta di 5 campionati inglesi, 3 coppe di Lega,5 Community Shields, una Coppa dei Campioni, un Campionato del mondo per club. Una macchina da gol che ha avuto tanti soprannomi: Wazza per l’accostamento a Gascoigne, Hummer per la sua struttura fisica non slanciata ma comunque massiccia, Wonder Boy quando, neanche maggiorenne, iniziava a fare meraviglie con la maglia dell’Everton.

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Calciatore eccezionale per costanza di rendimento e doti tecnico-acrobatiche, uno degli uomini-simbolo del Manchester United dal 2004, si caratterizza per unire le sue doti da grande goleador a una predisposizione al sacrificio che lo porta spesso a effettuare incredibili ripiegamenti difensivi, a cui fanno seguito repentini capovolgimenti di fronte che, in men che non si dica, lo ripropongono nell’area avversaria. Rooney è stato, come detto, un fenomeno precocissimo: tra 2002 e 2004 debuttò con i toffeemen di Liverpool, impressionando Sir Alex Ferguson che, nell’estate degli Europei in Portogallo (in cui sarà protagonista), decise di portarlo ai red devils per una cifra vicina ai 40 milioni di euro.

Rooney e la Champions vinta nel 2008

Con i diavoli rossi di Manchester, accanto al suo mentore in panchina, ha scritto gloriose pagine di storia affiancato da giocatori eccezionali, tra cui Cristiano Ronaldo, Tevez, gli eterni Scholes e Giggs. Tra le tante soddisfazioni raggiunte con questa maglia, c’è un momento tra tutti che risulta emblematico e sintetizza al massimo la sua straordinaria forza: l’incredibile rete che, nel febbraio 2011, ha dato allo United la vittoria nel derby con il City. Cross di Nani dalla destra ed eccezionale rovesciata che, dal centro dell’area di rigore, spedisce la palla all’incrocio dei pali con lo sconsolato portiere avversario fermo a guardare.

Rooney

Tante soddisfazioni con la squadra di club, poche gioie con la Nazionale inglese: rimane, ad oggi, il calciatore più giovane ad aver segnato con la casacca dell’Inghilterra (17 anni e 313 giorni), ma il grande acuto non è mai arrivato. Una collezione di quarti di finale raggiunti, molte delusioni, più di qualche prestazione sottotono: impossibile non ricordare l’espulsione contro il Portogallo al Campionato del Mondo del 2006 che, a conti fatti, costò l’accesso alle semifinali. L’occasione per rifarsi e colmare l’unico vuoto della sua fenomenale carriera, però, è alle porte: il Mondiale in Brasile, che scatterà il prossimo giugno, vedrà gli uomini di Hodgson impegnati nel “girone di ferro” con Italia, Uruguay e Costarica. Il calendario fra l’altro ha stabilito un inizio da brividi: sarà subito sfida con gli azzurri, il 14 giugno a mezzanotte ora italiana. Gli inglesi cercheranno di vendicare l’eliminazione subita ai rigori agli Europei di due anni fa, con un Rooney che non riuscì mai ad incidere: proprio il Wonder Boy, tra quattro mesi, sarà chiamato a dimostrare di poter fare la differenza anche lontano dall’Old Trafford.

Giorgio Tosto

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