Su il sipario: pronti alla Confederations Cup

by · June 10, 2013

Su il sipario: di scena la nona edizione della FIFA Confederations Cup, prova tecnica in salsa brasiliana del gran ballo dei Mondiali previsto per il prossimo anno, negli stessi luoghi, alle stesse ore. Tutto pronto per la rassegna intercontinentale amichevole che prenderà il via il 15 Giugno 2013 e che ha accresciuto negli anni il proprio prestigio, offrendo una parata di stelle a cavallo del biennio che separa europei e mondiali. Spettacolo, business e prove tecniche di organizzazione per un crogiuolo di colori e tifoserie che incrocerà la passione calcistica planetaria attraverso la partecipazione delle squadre nazionali laureatesi campionesse nei tornei delle rispettive confederazioni continentali: l’Uruguay, campione Conmebol (Sudamerica), il Giappone, campione AFC (Asia), il Messico, campione della Concacaf (Nordamerica), Tahiti, campione OFC (Oceania), la Nigeria, campione CAF (Africa), la Spagna, nazionale campione del mondo, il Brasile, nazionale della sede organizzatrice, e infine la nostra Italia, selezionata in quanto finalista ai campionati europei contro la nazionale spagnola campione in carica sia del campionato mondiale sia di quello europeo…

Le otto contendenti sono suddivise in due gironi all’italiana composti da quattro squadre ciascuno: le squadre appartenenti alla stessa federazione, Brasile e Uruguay (CONMEBOL) e Italia e Spagna (UEFA), non possono per regolamento essere sorteggiate nello stesso gruppo e quindi affrontarsi nel primo turno. Stessa prassi per le due teste di serie, in questo caso il Brasile, paese ospitante, e la Spagna, campione del mondo. Le prime due classificate di ogni raggruppamento accederanno alle semifinali, incrociate, per cui la prima del gruppo A affronterà la seconda del girone B e viceversa, fino alla finale che avrò luogo il 30 giugno 2013. La scelta del Brasile in qualità di sede ospitante della Confederations cup 2013 si deve, come consuetudine, in virtù dell’assegnazione della sede del campionato mondiale dell’anno prossimo, che di diritto concede facoltà di organizzare il trofeo di questa annata.

Confederations Cup

La Coppa delle Confederazioni FIFA (nella foto il logo di questa) è si svolge con cadenza quadriennale nell’anno precedente la Coppa del Mondo FIFA. Partito come torneo amichevole a inviti, vide la prima edizione svolgersi nel ‘92 in Arabia Saudita, come le due edizioni successive del ‘95 e del ’97: la prima vide l’Argentina alzare la “King Fahd Cup”, così chiamata allora in onore del re e primo ministro saudita ideatore del torneo, che a partire dalla quarta edizione divenne appannaggio organizzativo prima a cadenza biennale, poi quadriennale dal 2005, firmato direttamente dalla FIFA, che ha sancito il carattere ufficiale di una competizione che ha consegnato agli annali nomi e fatti di cronaca che hanno segnato nel bene e nel male la storia del calcio mondiale.

Recuperando qualche pillola di storia, ricordiamo l’edizione francese del 2003 ad esempio, con i padroni di casa che concessero la seconda vittoria per gli almanacchi della coppa (la prima nel 2001), e che passò tristemente alla storia per la morte improvvisa del camerunense Marc Vivien Foé durante la semifinale Colombia-Camerun: al 73° minuto di gioco, il centrocampista si accasciò privo di sensi, vedendo inutili tutti i tentativi di rianimazione nello spogliatoio. L’edizione tedesca del 2005 vide trionfare i brasiliani, protagonisti delle rassegne con ben tre vittorie (le altre nel ’97 e nel 2009), in un torneo che vide assoluto protagonista un colosso dalla psiche fragile come il cristallo, chiamato Adriano, portentoso centravanti capocannoniere con 5 gol: sembra un’eternità l’arco di tempo che ci separa dalle dichiarazioni di Francesco Guidolin, oggi allenatore dell’Udinese, che dopo un memorabile gol in Serie A di quel ragazzone dal sinistro dinamitardo, ribattezzato “l’imperatore”, sentenziò: “questo giocatore non si può fermare, bensì al massimo arginare”. La storia lo ha visto poi perdersi nei meandri della depressione e dell’alcol, ed il dispiacere non può che toccarci prima per la vicenda dell’uomo smarrito, piuttosto che per il fenomenale calciatore di cui si sono perse le tracce, se non quelle che lo hanno visto rientrare ubriaco o tradire la fiducia di società italiane e brasiliane. Il ruolo dell’Italia in questa storia? La nostra nazionale non è mai pervenuta alla Confederations Cup, salvo comparire per una magra figura nel 2009, uscendo al primo turno. Ma ora giù le luci, che entrino gli attori: é tempo di dare la parola al campo, unico giudice insindacabile di un’altra pagina del calcio mondiale, che siamo pronti a raccontarvi attraverso le pagine del nostro blog dedicato alla corsa ai Mondiali 2014.

Mario Agostino

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