Un minuto per decidere le sorti: Olanda-Australia 3-2

by · June 18, 2014

 

Il calcio è fatto di episodi e, se mai qualche ultimo arrivato tra le schiere di appassionati ne avesse voluto riprova, Australia-Olanda ne ha concesso ulteriore emblematica dimostrazione. A segnare le sorti dell’incontro in particolare un giro d’orologio, quello che intercorre tra il minuto 66 e 67: le squadre sono sul 2-2 ma una clamorosa ingenuità di Vlaar in area regala il pallone all’altezza del vertice dell’area piccola a Oar il quale, invece di battere a rete, serve con un pallone teso Leckie, che colpisce di petto a porta quasi sguarnita, non potendo imprimere forza e consentendo la comoda parata di Cillesen; sul ribaltamento di fronte, la giovane ala sinistra Depay, entrata al posto dell’infortunato Martins Indi, beffa con una conclusione angolata ma non certo irresistibile dal limite dell’area un incerto Ryan. E’ il gol decisivo ai fini dell’incontro, una rete che rompe l’equilibrio fino a quel momento legittimato da due compagini a segno due volte a testa sostanzialmente nell’arco di altri due giri d’orologio, senza che una sovrastasse l’altra nettamente.

Eppure i pronostici non prevedevano certo un Australia così ben messa, tanto da complicare la vita non poco al trio delle meraviglie offensivo olandese, Sneijder-Robben-Van Persie, che aveva maciullato la leggenda delle Furie rosse spagnole nella gara d’esordio. Potevano prevedere un 4-2-3-1 australiano in grado di coprire il campo con ordine e grinta, con un Mark Bresciano, trequartista ben conosciuto ad Empoli e Palermo per i suoi trascorsi in Serie A, a supportare l’indiavolata unica punta Cahill, ma non prevedevano certamente che l’unica occasione nei primi venti minuti potesse essere proprio di Bresciano, la cui pericolosa conclusione dal limite era deviata sul fondo. 0-0 giusto fino a quel momento, per lo meno finché non accendesse i reattori “Alien” Robben: al 20° il Freccia arancio si involava in una galoppata di 45 metri palla al piede per scaricare un diagonale vincente valevole l’1-0.

Arjen_Robben

Per l’Olanda non c’era neanche il tempo di esultare che, dopo neanche un minuto, un meraviglioso Cahill piazzava un sinistro al volo al fulmicotone su cross dalla trequarti, riequilibrando le sorti della gara. Poco dopo che Bresciano spaventasse ancora l’Olanda calciando un metro oltre la traversa con una botta dal limite, Cahill decideva di tornare sui taccuini per un intervento da codice penale su Martins Indi, costretto a lasciare il campo per una caviglia fuori uso: solo ammonito, ma squalificato per la prossima gara.

Il secondo tempo faceva segnare l’ingresso in campo di Depay, sul fronte offensivo mancino, per il malcapitato difensore olandese, con conseguente cambio di modulo olandese, decisamente più offensivo passando dal 5-2-1-2 che aveva annichilito gli spagnoli ad una sorta di 4-2-3-1 con arretramento degli esterni Blind e Janmaat sulla linea dei difensori. Ma gli esiti, escludendo una stoccata secca di Sneijder dal limite, non erano quelli sperati dal tecnico Van Gaal: al 54° l’Asutralia si riportava in vantaggio con un calcio di rigore, realizzato da Jedinak, concesso per fallo di mano di Janmaat su un cross ravvicinato. Tempo di esultare? Non più di tanto, perché VanPersie riequilibra subito l’incontro in beata solitudine, libero in area dall’altezza del dischetto di scaricare il sinistro del 2-2. Dopo il più emblematico dei risvolti che un minuto di calcio può concedere, valevole il 3-2 orange, sembrano saltare gli schemi, ma Ryan si riscatta prima al 74° respingendo un tiro a botta sicura ravvicinato di De Jong, quindi al 93° opponendosi alla conclusione ravvicinata di Depay.

Olanda dunque già agli ottavi con la bellezza di otto reti in due partite in dote, ma non è stata una passeggiata: per l’Australia, lodevole sul piano dell’impegno e poco lucida al momento clou dell’incontro, non resta che sperare di battere la Spagna nell’ultima disperata gara e confidare in imprese altrui ma… questa è già un’altra storia che vi racconteremo più avanti.

@ Mario Agostino 

 

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